Pap test: cos’è, quando farlo e cosa rileva

Pap test

Il Pap test è un esame citologico tra i più comunemente consigliati alle donne per individuare precocemente eventuali alterazioni delle cellule della cervice uterina, che potrebbero evolvere in patologie più severe. In alcuni casi, con un unico prelievo, è possibile ricercare anche la presenza del Papillomavirus umano (HPV), principale fattore di rischio per il carcinoma della cervice.

Semplice e rapido, il Pap test è stato per moltissimi anni un pilastro fondamentale nella prevenzione oncologica femminile e, in alcune condizioni, viene raccomandato come screening di routine. Ma in cosa consiste esattamente? E con quale frequenza deve essere eseguito?

Come si svolge il pap test?

Il pap test prevede il prelievo di un piccolo campione di cellule dalla superficie della cervice uterina (eso-cervicale) e del canale cervicale (endo-cervicale). Il campione viene poi analizzato in laboratorio per verificare la presenza di anomalie cellulari o infezioni.

L’esame viene eseguito durante una visita ginecologica con l’uso di uno speculum, uno strumento che consente di mantenere aperto il canale vaginale per facilitare il prelievo delle cellule mediante una spatola o un apposito spazzolino. L’intera procedura dura pochi minuti e non provoca di norma alcun dolore alla paziente.

Quando e con quale frequenza bisogna effettuare il pap test?

Prima dello sviluppo dell’HPV DNA test, per questi screening veniva impiegato il solo pap test, eseguito ogni 3 anni, il cui utilizzo nelle donne dopo l’inizio dell’attività sessuale o a partire dai 25 anni di età ha contribuito in modo significativo a ridurre la mortalità per tumore della cervice uterina.

Oggi per le donne sopra i 30 anni si impiega l’HPV DNA test e solo in caso di un risultato positivo si effettua il Pap test, che è diventato così un esame di completamento diagnostico.

E’ importante ricordare che il pap test non va fatto durante le mestruazioni (di norma o 5 giorni prima o dopo), non devono esserci perdite ematiche in atto e sarebbe preferibile evitare i rapporti sessuali nelle 24 ore precedenti al prelievo.

La gravidanza, invece, non rappresenta una controindicazione all’esame, anche se è fondamentale informare chi esegue l’esame della propria condizione. Infine, l’uso di contraccettivi orali o la presenza di una spirale intrauterina sono irrilevanti ai fini della buona riuscita dell’esame.

Le donne in menopausa dovrebbero continuare a sottoporsi all’esame almeno fino ai 65 anni in quanto il test può fornire informazioni rilevanti sullo stato dell’endometrio uterino.

Cosa può rilevare il pap test?

Il pap test è utile per individuare diverse condizioni, tra cui:

  • alterazioni cellulari (lesioni precancerose e cancerose): consente di individuare modificazioni delle cellule cervicali che potrebbero evolvere in tumore. Se rilevate in fase iniziale, possono essere trattate tempestivamente, prevenendo lo sviluppo del carcinoma.
  • infezione da HPV: il test può evidenziare la presenza di cellule anomale causate dal Papillomavirus umano, il principale responsabile del tumore della cervice uterina. In caso di positività, può essere indicato l’HPV DNA test per identificare il ceppo virale.
  • infiammazioni e infezioni vaginali: il pap test può rivelare la presenza di infezioni batteriche, virali o fungine (come la Candida), per le quali il ginecologo potrà indicare esami specifici di approfondimento e che potrebbero poi richiedere un trattamento specifico.

Pap test e HPV DNA test: qual è la differenza?

Pap test e HPV DNA test sono due esami fondamentali per la prevenzione e la diagnosi del carcinoma del collo dell’utero. A differenza del pap test, con cui si esegue un’analisi morfologica delle cellule prelevate dalla cervice uterina, l’HPV DNA test permette di rilevare, attraverso un’analisi molecolare, la presenza o assenza del DNA virale nelle cellule stesse, indipendentemente dalla presenza o meno di lesioni. In particolare:

● il pap test rileva alterazioni delle cellule della cervice uterina già in corso
● l’HPV test identifica direttamente la presenza del virus HPV, anche in assenza di lesioni cellulari.

A partire dai 30-35 anni, l’HPV test viene utilizzato come primo test di screening e, se negativo, permette di allungare l’intervallo tra un controllo e l’altro.

È importante rivolgersi sempre al proprio specialista di riferimento per qualsiasi dubbio o domanda.

 

Contenuto revisionato dalla Dr.ssa Marianna Venturetti, Biotecnologa di Next Lab. Aggiornato il 4/03/2025

Condividi questo post